mercoledì 30 maggio 2012

La letteratura, come tutta l'arte, è la confessione che la vita non basta (F. Pessoa)

Ho viaggiato nascosta nella stiva di una nave mentre fuori si consumava una tragedia. La mia vita si è aggrappata ad una bara e con una bara sono arrivata in Inghilterra. Sono rabbrividita nel buio all'udire un cane lontano e ho danzato sul monte calvo in una notte di sabba.
Ho corso in giro per il mondo lottando contro un orologio da taschino, e nel mio viaggio ho potuto ammirare una minuscola pulce meccanica e ho duellato con i miei più cari amici. Ero un uomo e ho tradito un amico, ero una donna e ho tradito mio marito.
Ho vissuto la follia di uno zingaro tormentato dalla sua finestra e ho pianto sul corpo di Natasha.
Sono stata creata e rinnegata, e ho invocato mio padre.
Ho conosciuto uomini piccolissimi e ho parlato con creature di ogni genere, ho oscurato il cielo ingannando un potente mago e sono rimasta a mia volta vittima di un incantesimo. Ho viaggiato nel tempo.
Ho avuto maestri e ho avuto seguaci, ho amato e sono stata amata. Sono stata un pirata e un assassino e poi un santo. Sono morta io stessa e hanno messo all'asta la mia vita.
Soffocavo tra i corridoi del tribunale e ho visto bruciare tutto questo. Ho visto instaurarsi una dittatura di porci e una schiera di serpenti invadere la mia terra.
Ho visto il male soppraffare il bene, ma poi il bene vincere sul male.

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